
Le trappole che mantengono l’ansia attiva
Spesso si pensa che l’ansia nasca solo nei momenti difficili. In realtà, quello che fa davvero la differenza è ciò che succede dopo, nei momenti più quotidiani.
Perché è lì che, senza accorgertene, si attivano alcune trappole che la mantengono viva.
Magari provi a combatterla, a mandarla via, a controllarla. Oppure inizi a rimuginare, cercando di capire cosa è andato storto o cosa potrebbe succedere la prossima volta. A volte ignori completamente il corpo, come se non fosse rilevante. Altre volte cerchi una soluzione veloce, qualcosa che sistemi tutto subito.
Il punto è che queste non sono “scelte sbagliate”. Sono automatismi.
Ed è proprio per questo che continuano a ripetersi.
Con il tempo, infatti, l’ansia smette di essere qualcosa di episodico e diventa una dinamica stabile. Non serve più un grande evento per attivarla: entra in gioco anche in situazioni più normali.
E qui sta il passaggio importante: non serve aggiungere altre strategie o tecniche.
Serve iniziare a osservare lo schema reale con cui si mantiene.
Ed è esattamente ciò che si fa nel primo colloquio.

