Tre pietre levigate impilate in equilibrio su un giardino zen con motivi concentrici nella sabbia, illuminate da tonalità blu e viola.

Non è ansia. È un pattern che si attiva sotto pressione.”

June 15, 20261 min read

Se ti capita di perdere lucidità nei momenti importanti, probabilmente ti sei già chiesto cosa non stia funzionando. Ma il punto è che non è un evento casuale. E non è nemmeno semplicemente “stress”.

Quello che molte persone chiamano ansia, in realtà, è un sistema di risposta che si attiva in condizioni molto specifiche: quando devi esporti, quando devi prendere una decisione, quando senti che ciò che stai facendo ha un peso reale.

In quei momenti non stai solo pensando. Stai entrando in una modalità automatica del tuo sistema nervoso.

Ed è lì che iniziano a comparire segnali molto precisi: magari senti un nodo allo stomaco, la mente accelera oppure si svuota completamente, il corpo si tende all’improvviso e perdi quella continuità che normalmente ti permette di esprimerti con chiarezza.

A quel punto, quasi automaticamente, provi a recuperare controllo mentale. Cerchi di rimettere ordine, di “tenere tutto sotto controllo”. Ma spesso succede l’opposto: l’attivazione aumenta.

Si crea così un ciclo che mantiene il problema: più cerchi di controllare, più ti distacchi dal corpo, aumenta il giudizio interno e la ricerca di una soluzione rapida… e più perdi stabilità.

Se ci pensi, non succede ovunque. Succede quasi sempre in situazioni precise: riunioni importanti, momenti in cui devi esporti, decisioni sotto pressione.

E quando questa cosa si ripete, non è più un episodio isolato. È uno schema.

Il punto, quindi, non è aggiungere nuove strategie. È capire come si attiva questo schema nel tuo caso specifico.

Per questo il primo colloquio non serve a “risolvere subito”, ma a osservare insieme quando si attiva, come si costruisce e cosa lo mantiene.

Prenota un primo colloquio

Cristina Merolla
Aiuto professionisti ed imprenditori a gestire ansia da performance, blocchi decisionali e situazioni ad alta pressione attraverso un approccio pratico ed EMDR
Back to Blog