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Quando ti trovi sotto pressione e perdi lucidità, può sembrare qualcosa di improvviso, quasi casuale. Ma in realtà, se osservi meglio, succede sempre qualcosa di molto preciso.
C’è una sequenza che si ripete.
La mente accelera oppure si blocca. Il corpo si attiva. E, nel giro di poco, la chiarezza diminuisce.
A quel punto sembra che il problema sia la situazione: quella riunione, quella decisione, quel momento specifico.
Ma il punto reale non è la situazione in sé. È la risposta automatica che si attiva in quella situazione.
Ed è proprio lì che si lavora.
Quando inizi a intervenire su questo meccanismo, succedono cambiamenti concreti: l’attivazione si riduce, riesci a restare più presente e i blocchi diventano meno frequenti.
Il punto decisivo, quindi, è questo: continuare a gestire tutto nello stesso modo… oppure iniziare a osservare davvero come funziona questo meccanismo.
Il primo colloquio serve esattamente a questo.
Cristina Merolla – Psicologo/a
Professionista iscritto all'Albo degli Psicologi della Regione Campania n. 2119
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